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Legge di Bilancio 2022: novità in materia di lavoro e previdenza PDF Stampa E-mail
Mercoledì 19 Gennaio 2022 15:27

Legge di Bilancio 2022: novità in materia di lavoro e previdenza

A seguito dell’approvazione della Legge di Bilancio 2022 (L. 234/2021), riportiamo le principali novità in materia di lavoro e previdenza, in attesa delle circolari esplicative e degli approfondimenti degli Enti coinvolti.

Comunicazione preventiva lavoro autonomo occasionale (DL 146/2021 convertito in L. 215/2021 art. 13)

Con riferimento all’attività dei lavoratori autonomi occasionali ex art. 2222 c.c, (le “ritenute al 20%”) al fine di svolgere attività di monitoraggio e di contrastare forme elusive nell’utilizzo di tale tipologia contrattuale, l’avvio dell’attività dei suddetti lavoratori è oggetto di preventiva comunicazione all’Ispettorato territoriale del lavoro competente per territorio, da parte del committente, mediante SMS o posta elettronica. In caso di violazione di tale obbligo, si applica la sanzione amministrativa da € 500,00 a € 2.500,00 in relazione a ciascun lavoratore autonomo occasionale per cui è stata omessa o ritardata la comunicazione

Si è in attesa della circolare del Ministero del Lavoro di approfondimento e chiarimento dell’obbligo.

Agevolazioni contributive per assunzioni lavoratori dipendenti (L. 234/2021 art. 1, commi 119 e 243 – 247)

L’esonero contributivo previsto dall’art. 1, comma 10, L. 178/2020, per le assunzioni effettuate nel biennio 2021-2022 di soggetti che alla data della prima assunzione incentivata non abbiano compiuto il trentaseiesimo anno di età (nella misura del 100%, per un periodo massimo di trentasei mesi, nel limite massimo di importo pari a 6.000 euro), viene esteso ai soggetti di qualunque età assunti a tempo indeterminato e provenienti da imprese per le quali è attivo un tavolo di confronto per la gestione della crisi aziendale.

A favore dei datori di lavoro privati che assumono con contratto di lavoro dipendente a tempo indeterminato un lavoratore in CIGS con accordo di transizione occupazionale, viene riconosciuto un contributo mensile per un massimo di 12 mesi, pari al 50% dell’ammontare del trattamento straordinario di integrazione salariale che sarebbe stato corrisposto al lavoratore.

A decorrere dal 1° gennaio 2022, ai fini della loro qualificazione o riqualificazione professionale è inoltre possibile assumere con contratto di apprendistato professionalizzante, senza limiti di età, anche i lavoratori beneficiari del trattamento straordinario di integrazione salariale con accordo di transizione occupazionale.

Decontribuzione lavoratrici madri (L. 234/2021 art. 1, comma 137)

In via sperimentale, per l’anno 2022, è riconosciuto nella misura del 50% l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico delle lavoratrici madri dipendenti del settore privato, a decorrere dalla data del rientro nel posto di lavoro dopo la fruizione del congedo obbligatorio di maternità e per un periodo massimo di un anno a decorrere dalla data del predetto rientro.

Nessun esonero si applica alla contribuzione dovuta dal datore di lavoro.

Congedo di paternità (L. 234/2021 art. 1, comma 134)

Viene reso strutturale, a partire dal 2022, il congedo di paternità sia obbligatorio che facoltativo, confermando la durata di 10 giorni per quello obbligatorio e la durata di 1 giorno, in accordo con la madre e in sua sostituzione, in relazione al periodo di astensione obbligatoria spettante a quest’ultima, per quello facoltativo.

Indennità maternità lavoratrici iscritte alla gestione separata INPS, autonome, imprenditrici agricole e libere professioniste (L. 234/2021 art. 1, comma 239)

Alle lavoratrici iscritte alla gestione separata INPS non iscritte ad altre forme di previdenza obbligatorie, alle lavoratrici autonome e alle imprenditrici agricole, nonché alle libere professioniste iscritte ad un ente che gestisce forme obbligatorie di previdenza che abbiano dichiarato nell’anno precedente un reddito inferiore a € 8.145,00 l’indennità di maternità viene riconosciuta per ulteriori 3 mesi dalla fine del periodo di maternità.

NASPI – DIS-COLL (L. 234/2021 art. 1, commi 221 – 223)

Vengono apportate modifiche sia alla disciplina della NASPI che a quella della DIS-COLL

NASPI:

Per gli eventi di disoccupazione che si verifichino dal 1° gennaio 2022, viene eliminato il requisito delle 30 giornate di effettivo lavoro negli ultimi 12 mesi richiesto ai fini del riconoscimento dell’indennità.

Viene infine previsto che, con riferimento agli eventi di disoccupazione verificatisi dal 1° gennaio 2022, la NASPI si ridurrà del 3% ogni mese a decorrere dal primo giorno del sesto mese di fruizione (anziché dal terzo). Tale riduzione decorrerà dal primo giorno dell’ottavo mese di fruizione per i beneficiari di NASPI che abbiano compiuto il cinquantacinquesimo anno di età alla data di presentazione della domanda.

DIS-COLL:

Si prevede che la DIS-COLL, in relazione agli eventi di disoccupazione verificatisi dal 1° gennaio 2022:

– si riduce del 3% ogni mese a decorrere dal primo giorno del sesto mese di fruizione (anziché dal quarto mese);

– è corrisposta mensilmente per un numero di mesi pari al numero di mesi di contribuzione versata (anziché la metà dei mesi di contribuzione versata);

– la durata massima non può in ogni caso superare 12 mesi (anziché 6 mesi);

Apprendistato di 1° livello – sgravio contributivo (L. 234/2021 art. 1, comma 645)

Per l’anno 2022, per i contratti di apprendistato di primo livello per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore, stipulati nell’anno 2022, è riconosciuto, ai datori di lavoro che occupano alle proprie dipendenze un numero di addetti pari o inferiore a nove, uno sgravio contributivo del 100% con riferimento alla contribuzione dovuta, per i periodi contributivi maturati nei primi tre anni di contratto, fermo restando il livello di aliquota del 10%  per i periodi contributivi maturati negli anni di contratto successivi al terzo

TIROCINI EXTRACURRICULARI (L. 234/2021 art. 1, commi 720 – 726)

Demandato alla Conferenza Stato-Regioni, entro centottanta giorni dal 01/01/2022, il compito di definire nuove linee guida in materia di tirocini diversi da quelli curriculari.

La mancata corresponsione dell’indennità di tirocinio comporterà a carico del trasgressore l’irrogazione di una sanzione amministrativa il cui ammontare è proporzionato alla gravità dell’illecito commesso, in misura variabile da un minimo di € 1.000,00 ad un massimo di € 6.000,00.

Il tirocinio non costituisce rapporto di lavoro e non può essere utilizzato in sostituzione di lavoro dipendente. Se il tirocinio è svolto in modo fraudolento, eludendo le prescrizioni di cui al periodo precedente, il soggetto ospitante è punito con la pena dell’ammenda di € 50,00 per ciascun tirocinante coinvolto e per ciascun giorno di tirocinio, ferma restando la possibilità, su domanda del tirocinante, di riconoscere la sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato a partire dalla pronuncia giudiziale.

Riforma degli ammortizzatori sociali (L. 234/2021 art. 1, commi 191 – 218)

Apportate una serie di modifiche alla normativa vigente in materia di ammortizzatori sociali (D.Lgs. 14 settembre 2015, n.148), che intervengono sia sui principi generali sia sugli specifici ammortizzatori sociali.

Per il riconoscimento dei trattamenti di integrazione salariale richiesti a decorrere dal 1° gennaio 2022, che vengono estesi anche ai lavoratori a domicilio e a tutti gli apprendisti purchè sia salvaguardato il completamento del percorso formativo, l’anzianità minima di effettivo lavoro che i lavoratori devono possedere alla data di presentazione della domanda è pari a trenta giorni.

Ai fini della determinazione dei limiti dei dipendenti, sono da comprendersi nel calcolo tutti i lavoratori, inclusi i dirigenti, i lavoratori a domicilio e gli apprendisti, che prestano la propria opera con vincolo di subordinazione sia all’interno che all’esterno dell’azienda.

In caso di pagamento diretto delle prestazioni, il datore di lavoro è tenuto a pena di decadenza ad inviare all’INPS tutti i dati necessari per il pagamento o per il saldo dell’integrazione salariale entro la fine del secondo mese successivo a quello in cui inizia il periodo di integrazione salariale, ovvero, se posteriore, entro il termine di sessanta giorni dall’adozione del provvedimento di autorizzazione. Trascorsi inutilmente tali termini, il pagamento della prestazione e gli oneri ad essa connessi rimangono a carico del datore di lavoro inadempiente.

Dal 1° gennaio 2022, la disciplina in materia di intervento straordinario di integrazione salariale e i relativi obblighi contributivi trovano applicazione in relazione ai datori di lavoro non coperti dai Fondi di solidarietà e che, nel semestre precedente la data di presentazione della domanda, abbiano occupato mediamente più di 15 dipendenti, inclusi i lavoratori a domicilio e gli apprendisti. A carico di tali datori lavoro è stabilito un contributo ordinario nella misura dello 0,90% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali, di cui lo 0,30% a carico del lavoratore.

E’ stata anche prevista l’ipotesi di un ulteriore periodo di integrazione salariale, pari a 12 mesi massimi, da richiedere in esito ad un intervento di CIGS di crisi aziendale e di riorganizzazione aziendale solo nell’ipotesi in cui le parti addivengano alla stipula di un accordo finalizzato a sostenere le transizioni occupazionali (c.d. accordo di transizione occupazionale).

Per fronteggiare le situazioni di particolare difficoltà economica, alle aziende dell’industria e delle costruzioni, che non possono più ricorrere ai trattamenti straordinari di integrazione salariale è riconosciuto, nel limite di spesa di 150 milioni di euro per l’anno 2022 e di 150 milioni di euro per l’anno 2023, un trattamento straordinario di integrazione salariale per un massimo di cinquantadue settimane fruibili fino al 31 dicembre 2023.

Con riferimento ai fondi di solidarietà

A decorrere dal 1° gennaio 2022, sono soggetti alla disciplina del fondo di integrazione salariale (FIS), i datori di lavoro che occupano almeno un dipendente, appartenenti a settori, tipologie e classi dimensionali non rientranti nell’ambito di applicazione della cassa integrazione ordinaria, che non aderiscono ai fondi di solidarietà bilaterale.

Per periodi di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa decorrenti dal 1° gennaio 2022 l’assegno di integrazione salariale, è riconosciuto per le seguenti durate:

-          ai datori di lavoro che, nel semestre precedente la data di presentazione della domanda, abbiano occupato mediamente fino a cinque dipendenti, una durata massima di 13 settimane in un biennio mobile;

-          ai datori di lavoro che, nel semestre precedente la data di presentazione della domanda, abbiano occupato mediamente più di cinque dipendenti, una durata massima di 26 settimane in un biennio mobile.

A decorrere dal 1° gennaio 2022, la regolarità del versamento dell’aliquota di contribuzione ordinaria ai fondi di solidarietà bilaterali di cui agli articoli 26, 27 e 40 è condizione per il rilascio del documento unico di regolarità contributiva (DURC).

Sostegno alla costituzione di cooperative sociali (L. 234/2021 art. 1, comma 253)

La manovra economica per il 2022 promuove interventi diretti a salvaguardare l’occupazione e assicurare la continuità delle attività imprenditoriali, tramite la costituzione di società cooperative,

La Legge di Bilancio prevede che, a decorrere dal 1° gennaio 2022, sia riconosciuto un esonero nella misura del 100% per un massimo di 24 mesi del versamento dei contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro (con esclusione dei premi e contributi INAIL) nel limite massimo di € 6.000,00 annui.

Reddito di cittadinanza (L. 234/2021 art. 1, commi 73 – 86)

Rifinanziato il reddito di cittadinanza apportando, però, dei correttivi per rafforzare i controlli e rendere più stringenti le condizioni per la sua fruizione.

I datori di lavoro privati che assumono a tempo indeterminato, pieno o parziale, o determinato o anche mediante contratto di apprendistato, i soggetti beneficiari del reddito di cittadinanza hanno diritto all’esonero dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a loro carico e a carico del lavoratore, nel limite dell’importo mensile del reddito di cittadinanza spettante al lavoratore all’atto dell’assunzione.

 

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