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Home Area Legale Agende Legali Notiziario Legale Giugno 2024
Notiziario Legale Giugno 2024 PDF Stampa E-mail
Martedì 25 Giugno 2024 08:08

 

STUDIO ROMANO  LEGAL

Contenzioso Tributario

 

CORREZIONE DELLE OPZIONI NELLE DICHIARAZIONI TRIBUTARIE

(Corte di Cassazione tributaria – Sezione V - Sentenza  9073 del 5/04/2024

L’errore relativo alle opzioni effettuate in sede di dichiarazione tributaria si ritiene riconoscibile ed è correggibile. L’errore, per essere riconoscibile, deve emergere dalla presenza di elementi contraddittori all’interno della stessa dichiarazione.

La suprema Corte ha evidenziato che la presenza all’interno della stessa dichiarazione, di due diverse scelte, tra loro contrastanti,(nel caso specifico la compilazione del rigo VA42, ai fini dell’adeguamento agli studi di settore, e l’inserimento al rigo RV1 di una causa di esclusione dell’applicazione degli studi di settore) rende l’errore riconoscibile.

 


(Corte Cassazione civile – Sentenza n. 8000/2024)

DEDUCIBILITA’ DI REGALIE ED OMAGGI

(Corte di Giustizia Tributaria di Secondo Grado del Piemonte – Sentenza n. 163/2 del 2/04/2024)

Le spese per omaggi e regalie rientrano tra le spese di rappresentanza disciplinate dell’art. 108, comma 2 del TUIR, e possono esser considerate a tutti gli effetti costi deducibili, in quanto destinate a produrre benefici in termini di promozione e pubbliche relazioni all’attività professionale.

Sulla base di questa norma, la Corte di giustizia tributaria del Piemonte ha riconosciuto che il contribuente si è comportato correttamente deducendo le spese effettuate per mantenere la buona immagine dello Studio, nelle spese volte all’acquisto di gadget, regalati ai figli dei dipendenti e omaggiati ad alunni di una scuola pubblica.

 

INTERVENTO IN APPELLO

(Corte di Giustizia Tributaria di Secondo grado della Sicilia – Sentenza n.4107/15)

L’intervento in appello di un terzo che non abbia partecipato al primo grado di Giudizio è concesso solo a quei terzi che sarebbero legittimati a proporre l’opposizione perché la sentenza passata in giudicato lede i propri diritti (art. 404 cpc).

Questo principio, espresso dalla Corte di Cassazione, con la sentenza n. 9967/2023, è stato ribadito dai giudici siciliani della Corte di Giustizia Tributaria della Sicilia che hanno dichiarato inammissibile l’intervento volontario dell’Agenzia delle Entrate che non aveva partecipato al primo grado di giudizio e che dalla sentenza non risultava vestire i panni di parte processuale o soggetto titolare del rapporto sostanziale.

 

 

 

Sezione  Lavoro

LICENZIAMENTO PER INIDONEITA’

(Corte di Cassazione –Sez. lavoro -  Ordinanza n. 9937 del 12.04.2024)

Nell’ipotesi di licenziamento intimato per inidoneità fisica o psichica la circostanza per la quale  il datore di lavoro non rispetti l’obbligo di adibire il lavoratore ad altre possibili mansioni, che siano idonee e compatibili con il suo stato di salute, integra l’ipotesi di difetto di giustificazione suscettibile di reintegro.

Non spetta al lavoratore, nel corso del giudizio che eventualmente ne segua, dare prova delle mansioni alternative cui avrebbe potuto essere adibito ma spetta al datore di lavoro la prova circa il sopravvenuto stato di inidoneità del lavoratore, l’impossibilità di adibirlo a mansioni compatibili con il suo stato di salute, anche se inferiori, nonché l’impossibilità di adottare accomodamenti organizzativi ragionevoli.

 

TFR

(Corte di Cassazione – Sezione lavoro -   Ordinanza n. 7186 del 18.03.2024)

L’indicazione, all’interno del CUD, dell’importo dovuto al dipendente a titolo di TFR prova il relativo pagamento solo in presenza di un atto di quietanza del lavoratore stesso.

In mancanza di un atto quietanzato dal lavoratore creditore  le buste paga e il CUD non costituiscono prova del pagamento del credito che portano, poiché provengono dalla stessa parte interessata ad opporre il fatto estintivo

Nel caso specifico alla lavoratrice veniva giudizialmente riconosciuto il diritto ad insinuarsi nel passivo fallimentare per la somma a lei spettante a titolo di TFR anche se questo era indicato nel CUD a lei consegnato.

 

 

LICENZIAMENTO DELLA MAESTRA

(Corte di Cassazione civile- Sezione lavoro – Sentenza n. 8740 del 03/04/2024)

 

E’ legittimo il licenziamento per giusta causa dell’insegnante di primaria che affronti in classe argomenti inappropriati.

La Corte di Cassazione ha dichiarato legittimo il licenziamento di una maestra di scuola primaria che ha affrontato in classe argomenti legati alla sessualità ed alla procreazione, senza prima una corretta pianificazione e senza prima essersi coordinata con il resto del corpo docente e per avere provocato nei minori un grave turbamento ed un grave disagio.

 

 

Contenzioso Amministrativo

SUBAPPALTO NECESSARIO.

(Consiglio di Stato  - Sezione V – Sentenza n. 4724 del 28/05/2024)

Il subappalto necessario (l’istituto che consente ad imprese prive dei requisiti di gara di parteciparvi ugualmente subappaltando ad altre imprese le attività per le quali non ha i requisiti) deve essere dichiarato espressamente dal partecipante, in sede di domanda di partecipazione alla procedura di gara.

Il concorrente cioè è tenuto a dichiarare la volontà di ricorrere al subappalto per qualificarsi. Non è necessario che indichi il nominativo del subappaltatore già in sede di offerta, ma è tenuto senz’altro a dichiarare la volontà di ricorrere al subappalto per supplire al requisito di qualificazione mancante.

Questo quanto stabilito dal Consiglio di Stato nella recente sentenza n. 4724.

 

CONDANNA PENALE DEL DIPENDENTE PUBBLICO

(Sentenze varie)

Non è autorizzato alla partecipazione ad una gara d’appalto quell’operatore economico che  sia stato sottoposto a liquidazione giudiziale o si trovi in stato di liquidazione coatta o di concordato preventivo o sia in corso nei suoi confronti un procedimento per la dichiarazione di una di tali situazioni. L’impresa ammessa al concordato con continuità aziendale (quella particolare procedura che prevede la prosecuzione dell’attività di impresa da parte del debitore, e la cessione dell’azienda in esercizio) può partecipare a procedure di affidamento di concessioni e appalti di lavori, forniture e servizi su autorizzazione del giudice delegato anche senza la necessità di avvalersi di requisiti di altro soggetto. Tale autorizzazione è necessaria per tutto il periodo compreso tra la presentazione della domanda di accesso al concordato e fino all’omologazione del concordato medesimo, ma non successivamente all’intervenuta omologa: dopo cui viene meno l’esigenza dell’autorizzazione al compimento di atti di straordinaria amministrazione,

 

Varie

FIGLIO NON RICONOSCIUTO

(Corte di Cassazione – ordinanza 5 Giugno)

Il figlio non riconosciuto dal padre, a seguito della dichiarazione giudiziale di paternità, può assumere il cognome del padre aggiungendolo a quello della madre o sostituendolo.

L’articolo 262 secondo comma del Codice civile prospetta la mera eventualità che il cognome paterno sia assunto dal figlio in caso di suo riconoscimento successivo a quello della madre, escludendo dunque che il riconoscimento sia automaticamente derivante dalla dichiarazione giudiziale di paternità.

 

INVIOLABILITA’ DELL’IDENTITA’ DI GENERE

(Tribunale di Cuneo –– Sentenza n. 203 del 23/02/2024)

L’identità di genere  è un diritto inviolabile che compone il profilo personale e relazionale di un individuo.

Nel caso di rettificazione del sesso nei registri dello stato civile  non è necessaria la preventiva demolizione (totale o parziale) dei caratteri sessuali anatomici primari, in quanto data l’inviolabilità del diritto all’identità di genere, bisogna prima operare un bilanciamento  tra l’interesse pubblicistico alla chiarezza dell’identificazione anagrafica e quello personale a non sottoporsi a trattamenti chirurgici ingiustificati e discriminatori.

Così ha stabilito il Tribunale di Cuneo

 

CONSENSO INFORMATO

(Tribunale di Ancona – Sentenza n. 6 del 3 Gennaio2024)

La violazione del consenso informato rappresenta una violazione del diritto all’autodeterminazione ed è autonomamente risarcibile.

Gli elementi costitutivi di tale responsabilità sono la mancanza del consenso informato e la dimostrazione, con onere della prova a carico dell’attore, che se adeguatamente informato, il paziente avrebbe scelto di non sottoporsi al trattamento sanitario svolto

 

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