STUDIO ROMANO LEGAL
Contenzioso Tributario
PROVE ATIPICHE NEL PROCESSO TRIBUTARIO
(Corte di Giustizia tributaria di secondo grado della Puglia –– Sentenza n., n. 2320/3/2025)
Nel processo tributario sono pienamente utilizzabili dichiarazioni extraprocessuali dei terzi, in qualità di prove atipiche.
Per essere utilizzate esse devono essere idonee a fornire elementi sufficienti di giudizio e non devono essere smentite dal raffronto critico con le altre risultanze del procedimento.
In assenza di una norma che limiti i mezzi di prova in via tassativa, il giudice può fondare il proprio convincimento anche su tali dichiarazioni, senza che ciò comporti una violazione del principio del contraddittorio e purché le stesse siano prodotte in giudizio.
Questo quanto affermato recentemente in una pronuncia dai Giudici pugliesi che, nel caso specifico, ammettono a titolo di elementi indiziari dichiarazioni rilasciate dai dipendenti della società contribuente accertata rilasciate a difensore diverso da quello costituito in giudizio,
PRESUNZIONI SEMPLICI
(Corte di Cassazione civile – Ordinanza n. 27118/2025)
In tema di accertamento analitico-induttivo (art. 39 DPR 600/1973), ammissibile quando risulta l’incompletezza, la falsità o l’inesattezza dei dati indicati nella dichiarazione, l’amministrazione finanziaria che riscontri lacunose le risultanze delle scritture contabili, per completare tali lacune e dimostrare l’esistenza di componenti positivi di reddito non dichiarati, può utilizzare anche presunzioni semplici.
Queste devono necessariamente possedere i requisiti della gravità, della precisione e della concordanza.
In questa circostanza dunque l’onere della prova si sposta sul contribuente
DISCONOSCIMENTO DELLA FIRMA
(Corte di Giustizia tributaria di I Grado di Parma – Sez. I – Sentenza n. 285 del 18/09/2025)
Se l’Ufficio in giudizio voglia valersi di una scrittura che il contribuente ha disconosciuto in quanto non autentica, l’Ufficio ha l’onere di chiederne la verificazione ex articolo 216 cpc, ammissibile anche nel processo tributario previa sospensione dello stesso.
L’istanza di verificazione predetta avvia un procedimento per accertare l’autenticità di una scrittura privata disconosciuta.. La parte che vuole utilizzare la scrittura disconosciuta deve chiederne la verificazione, indicare i mezzi di prova utili e produrre o indicare scritture di comparazione.
In base a questo principio la Corte di giustizia tributaria di primo grado di Parma ha accolto i ricorsi, riuniti, dei contribuenti avverso la contestazione dell’Agenzia Entrate di un maggior reddito da lavoro dipendente, derivante da corpose dazioni di denaro, fuori busta paga, non dichiarate né tassate, corrisposte dalla società datrice di lavoro e quietanzati dai lavoratori come “rimborso spese”
La Corte non ha ritenuto provata la tesi dell’Ufficio in quanto lo stesso non aveva richiesto la verificazione delle scritture, le quietanze, cui i ricorrenti avevano disconosciuto l’autenticità.
Sezione Lavoro
INFORTUNIO
(Corte di Cassazione civile – Ordinanza n. 27152 del 10/10/2025)
Se durante un sopralluogo prodromico alla predisposizione ed organizzazione dei luoghi su cui intervenire un lavoratore si provoca un infortunio, questo rientra nella copertura assicurativa INAIL. Il sopralluogo infatti è attività strumentale e funzionale all’espletamento della prestazione lavorativa.
I Giudici evidenziano in questa pronuncia che è riconducibile nella copertura assicurativa INAIL ogni attività manuale connessa allo svolgimento delle mansioni che costituiscono oggetto dell’obbligazione lavorativa e non solo quella connotata da prevalente manualità.
DANNO MORALE A SEGUITO DI WHISTEBLOWING
(Tribunale di Bergamo – Sentenza n. 951 del 6/11/2025)
Il dipendente che sia stato vittima di intimidazioni personali e ripercussioni professionali a seguito di segnalazioni va risarcito anche per le sofferenze patite sul piano morale.
Questo il principio portato dalla sentenza del Tribunale di Bergamo in applicazione della legge sul whisteblowing, ovvero la segnalazione di illeciti, frodi o irregolarità commessi all’interno di un’azienda.
Qualora il dipendente, a seguito di sue segnalazioni, sia stato sottoposto ad una condizione di isolamento e abbia subito azioni intimidatorie, operano le tutele previste dalla normativa predetta. Nel caso specifico, il Tribunale di Bergamo ha ritenuto che parte datoriale è da ritenersi responsabile di aver mantenuto un ambiente ostile e nocivo, fonte di danni fisici e mentali per il dipendente coinvolto.
TRATTENUTA PER DANNO DEL LAVORATORE
(Corte di Cassazione – Sezione civile – Ordinanza n. 26607/2025)
Nel caso un lavoratore causi un danno durante lo svolgimento delle sue mansioni, il datore di lavoro, laddove sia previsto dal contrato collettivo, può trattenere somme in busta paga.
Ciò però non senza aver preventivamente adottato una sanzione disciplinare. Senza preventiva adozione di misura disciplinare, la trattenuta é illegittima.
E’ quanto stabilito in una recente ordinanza pronunciata dalla Corte di Cassazione.
Contenzioso Amministrativo
FORMAZIONE DEL SILENZIO ASSENSO
(CGARS - Sentenza n. 853 del 3/11/2025)
La formazione del silenzio assenso sull’istanza di permesso di costruire consuma il potere decisionale dell’amministrazione.
La legge regione Sicilia n. 17/1994 stabilisce che se decorrono invano 75 giorni dalla presentazione dell’istanza di permesso di costruire completa e non sia arrivata la comunicazione di un provvedimento di diniego, motivato, si forma il c.d. silenzio assenso.
In tal caso l’Amministrazione ha consumato il potere di decidere sull’istanza del privato e non può più provvedere. L’eventuale successivo provvedimento di primo grado di rigetto dell’istanza sarebbe tardivo.
IMPUGNABILITA ESITO GARA DI APPALTO
(TAR Brescia – Sez. I – Sentenza n. 106 del 21/11//2025)
Gli atti di gara di una gara di appalto sono impugnabili solo dai soggetti che vi hanno partecipato.
La regola generale, così come espressa dal Consiglio di Stato, è “soltanto colui che ha partecipato alla gara è legittimato ad impugnare l'esito della medesima, in quanto soltanto a quest’ultimo è riconoscibile una posizione differenziata”
L’ammissibilità del ricorso è condizionata dal fatto che la situazione giuridica sostanziale di cui il ricorrente è titolare deve essere direttamente incisa dal provvedimento che si impugna, “sicché chi non ha partecipato alla gara può (solo) dolersi che essa sia stata indetta (oppure che non sia stata indetta o che il bando contenga clausole escludenti, profili che non riguardano la presente controversia e che comunque determinano l’impugnabilità del bando, non dei successivi atti di gara)”.
IMPUGNAZIONE DI AGGIUDICAZIONE
(TAR Lombardia - – Sentenza n 1061 del 21/11/2025)
Gli atti di una procedura di gara possono essere contestati solo dai soggetti economici che alla gara hanno preso parte.
E’ dunque inammissibile il ricorso di chi non abbia presentato l’offerta per problematiche interne alla propria organizzazione, in quanto in base al principio di autoresponsabilità, è onere di ogni concorrente attivarsi con congruo anticipo rispetto alla scadenza del termine di partecipazione.
In tale ipotesi, è ugualmente inammissibile la domanda di accesso agli atti, non potendosi configurare in capo al mancato partecipante un interesse attuale alla conoscenza della documentazione di gara
Varie
SCIOGLIMENTO DI UNIONE CIVILE
(Corte di Cassazione -Sez. I - Sentenza n. 25495 del 17/09/2025)
La tutela prevista per le persone disabili contro le discriminazioni indirette si estende ai genitori di bambini disabili.
Questo quanto affermato dalla Corte di Giustizia UE, prima sezione, in una recentissima pronuncia su rinvio pregiudiziale della Corte di Cassazione italiana.
Secondo l’interpretazione della direttiva 2000/78/CE che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e condizioni di lavoro, le condizioni di impiego e di lavoro devono essere adattate per consentire ai genitori di figli disabili di occuparsi del proprio figlio per assicurare la parità di trattamento.
DASPO
(T.R.G.A. Trentino Alto Adige Sentenza n. 250 del 30/09/2025)
Per poter emettere legittimamente un provvedimento di DASPO è necessaria una condotta che si configura come reato, ma è altresì necessario che il reato sia specificamente connesso ad un evento sportivo. Nel dettaglio, esso deve rientrare tra quelli espressamente previsti dalla normativa in questione.
E’ legittimo il provvedimento di DASPO nei confronti di coloro che hanno preso parte ad episodi di violenza su persone o cose in occasione o a causa di manifestazioni sportive, o che nelle medesime circostanze abbiano incitato, inneggiato o indotto alla violenza; coloro che risultino avere tenuto, anche all'estero, sia singolarmente che in gruppo, una condotta evidentemente finalizzata alla partecipazione
attiva a episodi di violenza, di minaccia o di intimidazione, tali da porre in pericolo la sicurezza pubblica o da creare turbative per l'ordine pubblico o abbiano commesso delitti contro l'ordine pubblico o dei delitti di comune pericolo mediante violenza
Alla luce di tale norma, è legittimo il DASPO emesso nei confronti di un gruppo di tifosi che di ritorno da una trasferta per assistere a un incontro di hockey si siano macchiati di piccoli furti all’interno di un autogrill.
